La ricetta della nonna.. per eccellenza!

Questa è proprio lei, di nome e di fatto.
La ricetta della crostata, quella che si tramanda da secoli, quella che come la fa la nonna non la fa nessuno (ma io mi sto avvicinando.. non temete!)
E’ nata come una crostata, di marmellata, di ricotta oppure di crema.
Ma a un certo punto per amore io ho iniziata a spacciarla per una torta al limone 🙂

Chiamatela crostata di crema, torta al limone o come vi pare.
Resta comunque, ufficilamente, la:

Torta della Nonna (Clara)

 


Per la pasta frolla:
2 tuorli e 1 uovo intero
300 – 350 gr. di farina

150 gr di zucchero
100 gr di burro
1/2 bustina di lievito (1 cucchiaimo e mezzo)
1 bustina di vanillina
buccia grattugiata di un limone
(pinoli)

Per la crema:
4 tuorli d’uovo
4 cucchiai colmi di zucchero
4 cucchiai rasi di farina
1/2 litro di latte
1 bustina di vanillina
scorza di limone

Versare la farina a fontana sul tavolo. Al centro rompere le uova e mescolarle con lo zucchero e poi con il burro ammorbidito.
Aggiungere la scorza di limone, la vanillina e il lievito.
Impastare lentamente tutti gli ingredienti fino a raccogliere tutta la farina e formare una palla di pasta frolla.
Lasciare riposare in frigo circa mezz’ora

Preparare la crema. Versare i tuorli d’uovo in una pentola e, a fuoco spento, aggiungere lo zucchero mescolando bene. Aggiungere quindi la vanillina e la farina mescolando fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungere infine il latte lentamente facendolo assorbire poco per volta. Aggiungere la scorza del limone (intera)
Accendere quindi il fuoco e portarla ad ebollizione a fuoco medio mescolando continuamente. Spegnere non appena ha raggiunto la consistenza desiderata. Lasciare raffreddare.

Imburrare una teglia di circa 30 cm di diametro (credo). Dividere la pasta frolla in due parti (una leggermente più grossa dell’altra).
Stendere la parte più grossa sul fondo della teglia lasciando un bordo alto circa 2 cm.
Versare la crema ed eventualmente cospargerla con un po’ di pinoli.
Con la pasta rimanenete, stendere un disco del diametro della teglia. Se la pasta dovesse risultare troppo friabile, aggiungere un po’ di farina per stenderla più facilmente.
Coprire la crema con il disco di pasta frolla e chiudere ripiegando il bordo.

Forno: 180°
Tempo: 25-30 minuti

Le ricette migliori… quelle della nonna!


Sono le più infallibili di tutte, quelle che anche la prima volta che le provi vengono perfette perchè già ti svelano tutti i trucchi, quello che conta davvero e quello che no, tipo… che per le meringhe non è tanto lo zucchero a velo quello che conta (troppo scomodo da fare, più caro da comprare) quanto la posizione di un coltello…
 Leggete leggete.. e scoprirete 

Meringhe

1 albume (o più)
70 gr di zucchero per ogni albume

Montare bene a neve gli albumi eventualmente aggiungendo un pizzico di sale. Aggiungere a pioggia, mescolando piano piano per non smontare gli albumi, lo zucchero.
Riempire la tasca o siringa e fare delle roselline sulla placca ricoperta dalla carta da forno.

Forno: 100°
Tempo: 2 ore e 1/2 – 3 ore (a seconda della dimensione delle meringhe)
E qui sta il trucco: infilando un coltello per tenere leggermente aperto lo sportello del forno durante la cottura, le meringhe si aciugheranno meglio. Lasciare raffreddare le meringhe nel forno spento, dopo la cottura.

Padova, pincia e stoccafisso

Sabato sono stata a Padova in qualità di First Lady.

Ovvero, qualcuno lavora in trasferta ed io faccio del sano turismo 🙂

In teoria doveva essere un sabato molto culturale, che infatti è iniziato con Giotto, Giusto (De Menabuoi) e gli Scrovegni..

Ma poi mi sono fatta decisamente prendere la mano e il sabato è scivolato tra le bancarelle delle 3 piazze principali, ma anche da quelle, infinite, che ricoprivano Prato della Valle.

Così ho imparato che per fare del turismo è sana abitudine portarsi dietro uno zaino per evitare di girare tutto il giorno con macchina fotografica e piantina da un lato e innumerevoli sporte della spesa dall’altro.

 

 

E soprattutto ho imparato che a Padova fanno benissimo una gran quantità di cose. In più, non si è persa l’abitudine di fare in casa, come una volta, tante ricette tradizionali.

Padova è una città che mescola il fascino della tradizione e delle cose genuine con la modernità: negozi moderni accanto a vecchie botteghe, tecnologia e scienza accanto a antichi mercati.

Ottima gita, per chi lo volesse.

Nell’antica Padova ho anche assaporato il gusto di una cosa molto moderna. Il “podcasting turistico”, o le audioguide della città. Scaricabili gratuitamente a questo link sono state una compagnia bellissima. un attore che ti accompagna per la città, che puoi fermare quando vuoi, o riascoltare, è una fantastica idea.

Ed eccola, la Marmellata di Cipolle

Questa non ha niente di originale, se non che i tempi di cottura sono raddoppiati rispetto all’originale. Giusto o no, a me questa marmellata piace un po’ caramellata e l’operazione richiede il suo tempo.

La fonte vera e originale comunque, di questa come di molte altre ricette di questo periodo, è il Cavoletto. Ma si potrà poi citare un blog nel blog? o mi ritroverò citata in giudizio da un immenso e verdissimo cavoletto di Bruxelles?
vabbuò, in fondo è solo sana pubblicità, quindi procedo umilmente nella mia scopiazzatura…

Marmellata di cipolle


Fonte originale (che cito e ricito onde evitare disguidi): www.ilcavolettodibruxelles.it

“1 Kg di cipolle rosse di Tropea

300 gr di zucchero di canna

20 cl di vino bianco

50 gr di uvetta

mezzo cucchiaino di coriandolo macinato

pepe abbondante

Scaldare tre cucchiai di olio d’oliva e aggiungere le cipolle, sbucciate e affettate, l’uvetta e il coriandolo. Quando le cipolle si saranno amosciate, aggiungere lo zucchero, il vino, salare e pepare. “

Io ho tolto le erbe di provenza (che erano invece incluse negli ingredienti originali). E ho fatto cuocere quasi un paio d’ore, senza coperchio, aggiungendo acqua quando si asciuga troppo. 

Consiglio: comprare 2 Kg di cipolle, per arrivare a fare 5-6 vasetti ed evitare che si volatilizzino troppo in fretta..

S’è fatto il titolo…

..cercavo la foto di una ciambella, possibilmente senza buco, ma ovviamente di ciambelle senza buco su Google images non se n’è mai viste.
poi mi sono imbattuta nei Bucaneve, “Le Ciambelline” per antonomasia, e allora s’è fatto il titolo del Blog. In onore della Ciambellina, per l’appunto.

A questo punto avrei voluto scrivere di una nuova ricetta.
Ma mi sono imbattuta in questo spot dei Bucaneve e alla fine mi sono incagliata in quel sito a rivedere vecchi Spot anni 80.

La ricetta va alla prossima..
..tanto era una Marmellata di Cipolle per nulla originale perchè copiata spudoratamente da un altro sito (come la maggior parte delle ricette liberamente “ispirate” a qualcos’altro: libri, siti, blog, tradizioni di famiglia, amici, conoscenti)