Cous Cous natalizio

Per non passare per troppo golosi, tocca inserire qua e là, tra dolci natalizi mielosi e zuccherosi, anche qualche ricetta salata.
E allora ecco questo cous cous, molto esotico ma anche molto adatto a una vigilia, come si suol dire, “di magro”.
E a tutti ovviamente.. Buon Natale!


Cous cous natalizio alle sarde


Ingredienti per 4 persone:
120 gr di cous cous
300 gr di sarde di piccole dimensioni (già pulite)
90 gr di frutta secca mista (mandorle pelate, nocciole, pinoli, anacardi, pistacchi)
20 gr di uvetta
1 limone
1 spicchio di aglio
1 peperone (180 gr ca)
pepe 
prezzemolo
olio di oliva

Lavare e asciugare le sarde, tamponandole con carta assorbente da cucina.
Tagliarle a filetti e disporle su un piatto piano in un solo strato. Tritare sottilmente aglio e prezzemolo e distribuirli sul pesce.
Irrorare con il succo del limone e con olio crudo versato in modo uniforme.
Coprire con pellicola trasparente e lasciare marinare in frigorifero per circa mezz’ora.

Fare ammorbidire l’uvetta in una ciotolina con acqua calda per 10 minuti.
Tagliare grossolanamente a pezzetti la frutta secca.
Lavare il peperone, eliminare i semi e tagliarlo a dadini.

Fare rosolare il cos cous in una padella, con un cucchaio di olio, per 2-3 minuti mescolandolo con un cucchiaio di legno.
Aggiungere 400 ml di acqua (o quanto indicato nella confezione) e cuocere altri 5 minuti, mescolando fino a quando l’acqua non si è del tutto assorbita.
Togliere dal fuoco e mescolare con una forchetta per dividere il cous cous ed eliminare i grumi.
Unite al cous cous la frutta secca, i peperoni e l’uvetta strizzata. Cuocere una decina di minuti in padella (o in forno per 10 minuti in una teglia coperta di alluminio).

Versare il cous cous in un piatto da portata, coprire con il prezzemolo, un pizzico di sale, una macinata di pepe e le sarde sgocciolate.

Natale è alle porte, arriva il.. Panforte!!

Altra tradizione di famiglia… nel senso che è da oltre 30 anni che si mangia per Natale ma è solo da un paio che si prepara, perchè nessuno prima si era mai azzardato.
Questa è una ricetta molto più femminista del torrone, nel senso che mamma e figlia – o anche solo una delle due – possono farlo senza bisogno di muscoli maschili (bhe, forse alla fine un pochino..)

 

Panforte di siena

150 gr di farina bianca
150 gr di zucchero a velo
150 gr di miele
300 gr di mandorle pelate
40 gr di cedro candito
200 gr di arancia candita (o zucca, se preferite e se la trovate)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino raso di semi di coriandolo in polvere
1 bustina di vanillina
15 ostie grandi

Disporre le mandorle sulla teglia da forno e tostarle a 200° per qualche minuto.
Tagliare a striscette il cedro e l’arancia candita .
Mescolare la farina con il coriandolo e la cannella.

Cuocere a fuoco basso in una casseruola lo zucchero a velo, tenendone da parte un cucchiaio, 
con il miele, mescolando continuamente con una spatola di legno e stando attenti che il composto non si attacchi al fondo.
Quando miele e zucchero sono sciolti, e il composto inizia a fare delle piccole bolle, immergere la punta di un cucchiaino e passarla sotto l’acuqa fredda per qualche secondo. Se lo sciroppo forma una pallina dura, significa che è pronto.
Togliere la casseruola dal fuoco e versarvi la frutta, poi le mandorle e la farina con gli aromi, mescolando bene con la spatola di legno.

Foderare una tortiera (meglio utilizzare quelle di alluminio usa e getta) con le ostie, versarvi il composto livellando la superficie con la lama di un coltello inumidita e cospargere con il cucchiaio di zucchero a velo tenuto da parte.

Fare cuocere in forno a 150° per circa 30 minuti.

Spolverizzare con zucchero a velo e lasciare raffreddare prima di servire.

Muscoli e Natale: il Torrone!

Questa, diciamocelo, è proprio una signora ricetta.

Altro che plagi e scopiazzature da altri blog, libri o giornali.
Qui signori miei c’è proprio LA ricetta di famiglia per eccellenza, quella che si tramanda da generazioni e che ogni Natale chiama a raccolta tutti i muscoli presenti in famiglia per portare a termine il prodigio.

Ecco, diciamo che questa cosa dei muscoli è un po’ il nodo centrale di questa ricetta.
Si potrebbe forse definire una ricetta un po’ antifemminista, chè una donna – da sola (ma pure fossero in due non cambierebbe) – non s’è mai vista a portare a termine questo prodigio.

Ma per una volta chiudiamo un occhio… chiamiamo a raccolta gli uomini e iniziamo

Il Signor Torrone

6 chiare d’uovo montate a neve
400gr di zucchero
350gr. di miele
700gr di mandorle sgusciate e tostate in forno
1 bustina di vanillina
scorza grattugiata di 1 limone

Sciogliere a bagnomaria lo zucchero con il miele in una casseruola di alluminio piuttosto grande.
Aggiungere le chiare montate a neve.

(Apro parentesi: anche questa cosa della cottura a bagnomaria – peraltro in pentoloni di alluminio chissà perchè introvabili nelle grandi città – non è proprio una banalità, se si considera la consistenza che il nostro Torrone raggiunge verso la fine e lo sballottamento che le due pentole, una dentro l’altra, provocano. Si noti a questo proposito la foto qui sotto con lo stratagemma inventato in famiglia saldando e bloccando con bulloni due pentolone di alluminio).

Girare in continuazione con un cucchiaio di legno piuttosto robusto (non compratelo all’Ikea, ecco) per circa 3 ore fino a raggiungere una pasta piuttosto dura.
Per capire quando la pasta è arrivata alla cottura, è sufficiente prenderne una piccola parte sulla punta di un cucchiaio e raffeddarla qualche secondo sotto un getto di acqua fredda. Se la pasta è dura e si sgretola significa che l’impasto è cotto.

Aggiungere quindi gli odori, poi le mandole tenute calde fino all’ultimo momento in forno e versate un po’ per volta per far sì che si amalgamino bene. Eseguire queste ultime operazioni con la massima velocità.

Versare l’impasto in due stampi rettangolari di alluminio, dopo aver rivestito il fondo con un foglio di ostia. Livellare velocemente l’impasto con una spatola (o con le mani, perchè va fatto velocissimamente prima che si solidifichi). Coprire quindi con un secondo foglio di ostia.


Attendere circa un’ora e quindi tagliare a stecche che possono poi essere fatte raffreddare del tutto e incartate una ad una.

Cioccolata calda for Dummies

Questa ricetta inaugura il piccolo mondo delle ricette “for dummies”, ovvero tutte quelle ricette talmente semplici, talmente basilari, che nessun esperto, sito o blog di cucina serio si abbasserà mai a svelare.

Il che la dice tutta sulla serietà e l’autorevolezza di questo blog.. 😉

Si insomma, tutte quelle ricette come il sugo di pomodoro, la besciamella, che nei libri vengono snocciolate come niente, con dosi quanto basta, (fino a che la consistenza sarà abbastanza cremosa, il sapore abbastanza deciso, il colore abbastanza intenso… ma abbastanza QUANTO??!?!?) e tu sei lì che ti senti un’idiota. 

Ecco quindi, in un sabato sera di temperature polari (e vita sociale alle stelle..) un modo come un altro di addolcire la serata. 

Come sempre il tutto inizia perchè qualcuno pronuncia la classica frase “se avessimo una bustina di Ciobar..”

e con me che inveisco contro la nota marca e mi chiedo perchè nessuno si sia mai reso conto che quella miscela considerata oro non sia altro che zucchero – latte – cacao (+ immagino altre schifezze tranquillamente evitabili.

Cioccolata Calda (per 2/3 persone)

 

1/2 lt di latte

2 cucchiai di cacao amaro

4 cucchiai di zucchero

2 cucchiai di fecola di patate

Mescolare il cacao (meglio se setacciato al volo con un colino per togliere i grumi), zucchero e fecola. Aggiungere poco a poco, facendolo assorbire piano piano per evitare grumi, il latte.

Fare cuocere quanto basta (ok scherzo… diciamo 5 minuti) fino a che raggiunge la consistenza desiderata.

Occhio solo a non farla attaccare (e questa è la vera differenza dal Ciobar). 

Bloggenterite acuta

Soluzione numero 2 al problema di conciliare un blog di cucina con una gastro-enterite rapida ma fulminante: cucinare per qualcun altro.


Ora, avessi avuto altri angoli del mio hard disk da cui scovare ricette bell’e pronte forse mi sarei risparmiata la fatica..
nooo.. mica di cucinare – che quello si sa mi diverte – ma la fatica di vedere qualcuno divorare questa fumante torta di indivia e pancetta mentre io fissavo con sguardo inerte i miei 40 gr di riso bollito
Ok, comunque il mio hard disk non aveva nulla da offrirmi (essendo il Blog nuovo nuovo non ho fondi di magazzino da propinarvi) e quindi mi son lanciata ai fornelli

 

Torta di indivia e pancetta


250 gr di pasta brisée
80 gr di pancetta affumicata (o normale se preferite) 
200 gr di indivia belga

1 cipolla 
1 spicchio d’aglio
 
1 cucchiao di pangrattato

20 gr di farina 
2 dl di latte
 
60 gr di burro
 
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
 
noce moscata
 
1 tuorlo
 
sale, pepe
 

Tagliare a listarelle l’indivia dopo averla pulita e lavata.
Affettare aglio e cipolla e farli appassire in un tegame con 20 gr di burro; unire l’indivia e fare cuocere per 5 minuti. 
Insaporire con sale e pepe, quindi cuocere per altri 6 minuti.

Tagliare la pancetta a striscioline e fare rosolare in una padella, senza condimento, per qualche minuto.

Preparare la besciamella con latte, farina 20 gr di burro (con calma poi scriverò anche un post più dettagliato, tipo “Besciamella for dummies“).
Togliere dal fuoco e unire parmigiano, tuorlo, noce moscata, una macinata di pepe e un pizzico di sale. 

Stendere la pasta brisée e foderare una teglia imburrata (o rivestita di carta da forno). Bucherellare il fondo con una forchetta e cospargere con un cucchiaio di pan grattato (è sempre utilissimo per evitare che il fondo resti troppo bagnato). 
Distribuire sul fondo uno strato di indivia, quindi le striscioline di pancetta ed infine coprire con la besciamella; ripiegare i bordi della pasta e cospargere la superficie con qualche pezzetto di erba cipollina tritata.

Forno: 180°
Tempo: 40 min