Buon cioccolatoso Anno Nuovo (post doppio)

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Nelle letture semiserie di questi giorni ho scoperto cose molto interessanti: tipo che negli ultimi anni gli Asiatici si sono innamorati del cioccolato. I cinesi, addirittura, ne hanno raddoppiato il consumo nel giro di una decina di anni. Che si siano finalmente accorti che esiste qualcosa di più goloso del biscotto della fortuna?!? 🙂
Pare addirittura che nei prossimi 3-4 anni  la produzione di cioccolata non riuscirà a stare dietro alla richiesta e nel mondo non ci sarà cioccolata a sufficienza! Insomma, una vera catastrofe.

Nel mio piccolo ho scoperto che anche gli Italiani non sono da meno e in questi giorni lo scaffale del cioccolato fondente era pressochè deserto nella maggior parte dei supermercati.
In attesa quindi di aprire una fabbrica di cioccolato (che suona già benissimo, come business) ho pensato di tenere alta la bandiera dell’Europa occidentale (tuttora la prima consumatrice al mondo di cioccolato con un consumo pro-capite di 4,5Kg!) facendo fuori almeno mezzo chilo di fondente in preparazioni natalizie da offrire e regalare agli amici.

Nel caso gli ultimi giorni non vi abbiano regalato calorie a sufficienza per affrontare la fine dell’anno, ecco allora altre due ricette molto.. fondenti.

Scorzette di arancia al cioccolato

Scorzette di arancia candite al cioccolato

Questa è una di quelle ricette da segnare. Che ho scoperto tre anni fa grazie a un’amica e che ogni anno, puntuale come il calendario dell’avvento appeso in cucina, affronto nelle vacanze natalizie. Che poi il verbo affrontare, per questa preparazione, è decisamente esagerato. Perchè la ricette è così semplice e carina da non richiedere molto impegno.
E il profumo della scorza d’arancia che si diffonde per casa è il migliore campanello di inizio del periodo festivo.

Ingredienti:

Arance biologiche (io quest’anno ne ho utilizzati ben 2Kg ma potete partire benissimo con 1Kg e otterrete già una bella dose di scorzette da offrire o regalare)
Zucchero
Cioccolato fondente

Sbucciare le arance lasciando il bianco attaccato alla buccia. Tagliare la buccia a striscioline e metterle a mollo in una ciotola riempita di acqua fredda per una notte.

Scolare le scorze di arancia e metterle in una pentola riempita di acqua fredda. Portare ad ebollizione quindi scolare. Ripetere l’operazione una seconda volta. Se al termine della seconda bollitura le scorzette risultassero ancora dure è possibile ripetere una terza volta ma normalmente le due bolliture sono sufficienti.

Scolare quindi le scorzette e tamponarle con uno strofinaccio pulito per eliminare l’acqua in eccesso.

Mettere in una pentola dai bordi bassi le scorzette e lo stesso peso in acqua e zucchero.

Sobbollire il tutto mescolando fino a quando l’acqua non evapora e lo zucchero si attacca completamente alle scorzette. E’ importante però che lo zucchero non caramelli e non diventi scuro.

Scorzette di arancia candite

Adagiare quindi una scorzetta per volta sulla carta da forno e lasciare asciugare.

Una volta asciutte intingere le scorzette nel cioccolato fondente sciolto a bagnomaria e lasciare nuovamente asciugare.

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Macarons al cioccolato

Dei macarons, e del mio primo tentativo di “riprodurli”, avevamo già parlato in un precedente post.

In queste vacanze, complice anche la ricetta della Cucina di Shuiiz e seguendo, appunto, l’insano istinto di raggiungere la mia quota di cioccolato annuo, mi sono cimentata con la versione al cioccolato di questa famosa – e molto in voga – ricetta francese.

Macarons al cioccolato

Ingredienti

Per la meringa:
90 gr di mandorle tritate
130 gr di zucchero a velo
2 cucchiai di cacao in polvere
2 albumi (72 gr in tutto)
20 gr di zucchero semolato

Per il ripieno:
100 gr di cioccolato fondente
200 ml di panna

Tritare le mandorle fino ad ottenere una farina finissima e unirle allo zucchero a velo e al cacao.

Montare le chiare a neve con un pizzico di sale e aggiungere gradatamente lo zucchero semolato continuando a sbattere gli albumi fino a quando i cristalli di zucchero non saranno sciolti e il composto sarà montato.

Dividere il composto di mandorle, zucchero a velo e cacao  in tre parti e aggiungerle alle chiare una parte per volta mescolando dal basso verso l’alto con un cucchiaio di legno o una spatola.

La meringa dovrà avere una consistenza densa e appiccicosa.

Rivestire due teglie con la carta da forno. Mettere il composto in una sac à poche con la bocchetta liscia e formare con l’impasto dei dischi di circa 2 cm di diametro. Cercare di fare i dischi il più simili possibili nelle dimensioni (per poterli poi accoppiare!) eventualmente aiutandovi con i tappetini in silicone per macarons che si trovano in commercio.

Fare asciugare all’aria per 20-25 minuti in modo che la superficie diventi liscia e priva di bolle.

Infornare una teglia alla volta nel ripiano basso del forno.

Forno: 150°
Tempo: 15 minuti

Sfornare e lasciare raffreddare. Dopo un paio di minuti girare delicatamente le meringhe in modo che l’umidità evapori anche dalla parte inferiore.

Per il ripieno con ganache al cioccolato tritare il cioccolato fondente. Scaldare la panna in un pentolino mescolando senza portare ad ebollizione. Togliere dal fuoco, unire il cioccolato tritato e mescolare fino al completo scioglimento. Lasciare raffreddare e trasferire in frigorifero per un paio di ore.

Trascorso questo tempo montare il composto con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema densa ma non troppo dura (altrimenti non passerà dalla bocchetta della sac à poche).
Mettere il composto nella tasca da pasticcere e distribuirla sulla parte piatta di metà delle meringhe. Unire quindi la restante restante metà esercitando una lieve pressione.

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Arriva il Natale.. si fa il torrone!

Torrone

Arrivati al 21 di dicembre direi che ̬ opportuno Рoltre che inevitabile Рmettere da parte qualsiasi proposito dietetico e abbandonarsi alla cucina delle feste.

E come ogni anno in casa Pastacrolla le feste si inaugurano con la ricetta della tradizione per eccellenza: il torrone!

E così ieri sera ben tre generazioni (l’ultima, ammettiamolo, piuttosto inutile..) si sono dedicate alla preparazione del torrone.

Non mi dilungo sulla ricetta vera e propria del torrone, che potete trovare in questo vecchio post, ma in un suo “derivato” che si presta benissimo ai menu delle feste, magari affogato in un caffè caldo: il gelato al torroncino.

L’unico accorgimento che però ci tengo a darvi, se volete cimentarvi con la ricetta del torrone vero e proprio, è che se siete donne dovete ahimè armarvi di almeno un paio di maschioni. Già, perchè la fase finale delle tre – dico tre – ore di cottura, è così tosta (e maschilista, diciamolo) da escludere le donne.
O almeno, le donne di oggi.  Già perchè in realtà ho scoperto che la nonna affrontava da sola l’intera preparazione. Ah, le donne di una volta…

Gelato al Torroncino

Gelato al torrone

Ingredienti:

70 gr di torrone
2,5 dl di panna
2,5 dl di di latte
130 gr di zucchero
1 cucchiaio di Cognac o di Rhum

In un pentolino scaldare il latte, la panna e lo zucchero mescolando fino a quando lo zucchero sarà completamente sciolto.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare mescolando spesso per evitare che si formi la pellicola in superficie.
Una volta raffreddato, aggiungere il liquore e mescolare.

Versare il composto nella gelatiera e programmare secondo le istruzioni.

Nel frattempo tritare finemente il torrone con il mixer. Unire al composto nella gelatiera un minuto prima del termine della lavorazione.

Distribuire il gelato in coppette e servire (nel mio caso ho spolverato con polvere di pistacchi).

Gelato al torrone

Leggeri.. che più leggeri non si può

Crostata leggerissima di mele

Come anticipato nell’ultimo post, Pastacrolla si è messa a dieta.
Anzi, no. Specifichiamo meglio.
La realtà è che l’elemento maschile della famiglia si è messo a dieta e Pastacrolla si è ritrovata improvvisamente..smarrita! Una digital desperate housewife che non può sfornare dolcetti con cadenza quasi quotidiana?? Niente più sbirciate a blog e riviste alla ricerca della prossima ricetta? Niente repliche di Benedette Parodi prima di cena per prendere ispirazione?
Ma assolutamente no.

La soluzione è stata semplicemente una virata,  in queste settimane pre-natalizie, verso una cucina light e salutare.
E quindi, libri e blog alla mano, Pastacrolla ̬ partita alla ricerca della ricetta Рmeglio se dolce ovvio Рcon meno grassi, meno uova, meno zucchero, meno tutto insomma.

Questa ricetta in particolare è molto.. “meno”. Meno di tutto. Nel senso che c’è pochissimo di qualsiasi ingrediente. E gli ingredienti sono pure pochi. Il risultato? Se non vi aspettate aromi di burro fuso, panne o cioccolate fondenti che colano… è sorprendentemente goloso!

Crostata leggerissima alle mele

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Ingredienti:

300 gr di farina integrale
3 cucchiai di miele
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
3 mele
1 limone
cannella in polvere
marmellata di albicocche
sale

Impastare la farina con il miele, l’olio, un po’ di cannella in polvere, un pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone e acqua fredda quanto basta per formare un impasto morbido. Lasciare riposare l’impasto per un’oretta coperto da un canovaccio umido.

Stendere quindi l’impasto su un foglio di carta da forno utilizzando un matterello dandogli una forma circolare. Trasferire l’impasto già steso e la carta forno in una teglia rotonda una teglia rotonda.

Stendere sulla superficie della torta uno strato sottile di marmellata di albicocche.

Sbucciare quindi le mele, tagliarle a fettine e irrorarle con succo di limone. Disporre quindi le fette di mele sulla torta.

Forno: 180°

Tempo: 35-40 minuti circa

I colori dell’autunno: viola

Dopo l’arancio, ecco un altro colore autunnale che ravviva tante ricette di questo periodo.
É il colore del radicchio, ma anche delle barbabietole, delle cipolle di Tropea e dei fichi. É anche il colore di more e mirtilli ma questi appartengono ahimé ad un’altra – ben più solare – stagione 🙂

Questa ricetta, dal colore molto autunnale, è tratta da uno degli ultimi D di Repubblica  ed è il tipico piatto a cui mi sto dedicando in questo periodo pre-festivo. Leggero ma anche gustoso (che non possiamo mica andare avanti a bistecche ai ferri per prepararci alle feste..) e soprattutto originale. Io l’ho provato con una piccola variante: al posto della trevisana prevista dalla ricetta originale ho usato il radicchio di Treviso.

Fusilli integrali al pesto di radicchio

Fusilli integrali al pesto di radicchio

Ingredienti (per 4 persone):
320 gr di fusilli integrali
3 cespi di radicchio di Treviso
3 pomodori secchi
10 nocciole
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
timo
sale
pepe

Tagliare i cespi di radicchio in due per il lungo. Lavarli e disporli su una teglia rivestita di carta da forno. Irrorare con un filo di olio, salare e pepare. Infornare a 180° per circa 10 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare.

Raccogliere nel bicchiere del frullatore il radicchio tagliato a pezzetti, le nocciole, i pomodori secchi, il timo e l’olio. Aggiungere un pizzico di sale e di pepe.
Frullare, quindi aggiungere il parmigiano grattugiato e frullare ancora fino ad ottenere una crema.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e condire con il pesto. Servire subito.

I colori dell’autunno: arancione

Vellutata di zucca e amaretti

É il colore delle foglie, dei mandarini, dei viali autunnali, dei cachi e del sole alle quattro, appena prima che diventi inesorabilmente freddo e buio.

Ma soprattutto, é il colore della zucca, una delle verdure più versatili che ci sia.
A parte le famose zucche di Halloween (no, a quelle non mi sono ancora dedicata..), ci sono moltissime ricette interessanti a base di zucca.
E da ottobre a dicembre questa verdura non manca mai a casa mia. Peccato solo che serva il macete per poterla, non dico sbucciare (che qui sotto vi svelo un segretino), ma almeno per.. farla a pezzi 🙂
Nell’ordine, le ricette segnate sul mio taccuino (virtuale) che devo ancora provare: la torta dolce alla zucca, il pane alla zucca di Paneepomodoro, la torta salata zucca e gorgonzola di Gnambox (buonissima, già assaggiata a casa dello zioA.)
E i piatti che adoro e che ho giá sperimentato: il risotto alla zucca, i tipici tortelli mantovani, la pasta zucca e pancetta, la zucca al forno con cipolle di Tropea, la pizza bianca zucca e salsiccia..
Ma soprattutto, un classico che, con mille varianti, ripropongo quasi settimanalmente. Perchè sana, veloce, leggera e soprattutto buonissima: la vellutata di zucca.
Qui vi presento la variante che al momento adoro di più: con gli amaretti.

Vellutata di zucca e amaretti

Vellutata di zucca e amaretti

Ingredienti (per circa 4 persone):

Mezza zucca di medie dimensioni (circa 800 grammi)
1 dado vegetale
Acqua q.b.
1 cucchiaio di olio
1/2 bicchiere di latte
una decina di amaretti
sale
pepe

Pulire la zucca e tagliarla a dadini.
Mettere i dadini di zucca in una pentola e coprire con acqua. Aggiungere l’olio, il dado vegetale e portare ad ebollizione. Fare cuocere fino a quando la zucca inizierà a sfaldarsi.
Frullare quindi il composto con un frullatore a immersione fino ad ottenere una crema omogenea. Se la crema risultasse troppo densa è possibile aggiungere ulteriore acqua. Se invece risultasse troppo liquida è sufficiente fare bollire ancora un po’ fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Aggiungere quindi il latte e 5 o 6 amaretti precedentemente sbriciolati. Mescolare.
Salare e pepare a piacere.

Servire calda o tiepida spolverando ciascuna porzione con un amaretto sbriciolato.

Ed ecco il trucco per evitare il macete (o per evitare di chiedere aiuto all’uomo di casa per sbucciare la zucca..) 🙂 :
tagliare la zucca in quattro o cinque grossi pezzi senza sbucciarla. Cuocere quindi con il cestello a vapore nella pentola a pressione con un bicchiere di acqua per circa 8 minuti dal fischio della pentola.
La zucca risulterà quindi morbida e si separerà facilmente dalla buccia 🙂
A questo punto sarà sufficiente porre la zucca in una pentola, coprire con l’acqua, aggiungere l’olio, il dado e frullare senza dover cuocere ulteriormente il tutto. Unire quindi il latte, gli amaretti, salare e pepare a piacere prima di servire spolverando con gli amaretti sbriciolati.