I colori dell’autunno: arancione

Vellutata di zucca e amaretti

É il colore delle foglie, dei mandarini, dei viali autunnali, dei cachi e del sole alle quattro, appena prima che diventi inesorabilmente freddo e buio.

Ma soprattutto, é il colore della zucca, una delle verdure più versatili che ci sia.
A parte le famose zucche di Halloween (no, a quelle non mi sono ancora dedicata..), ci sono moltissime ricette interessanti a base di zucca.
E da ottobre a dicembre questa verdura non manca mai a casa mia. Peccato solo che serva il macete per poterla, non dico sbucciare (che qui sotto vi svelo un segretino), ma almeno per.. farla a pezzi 🙂
Nell’ordine, le ricette segnate sul mio taccuino (virtuale) che devo ancora provare: la torta dolce alla zucca, il pane alla zucca di Paneepomodoro, la torta salata zucca e gorgonzola di Gnambox (buonissima, già assaggiata a casa dello zioA.)
E i piatti che adoro e che ho giá sperimentato: il risotto alla zucca, i tipici tortelli mantovani, la pasta zucca e pancetta, la zucca al forno con cipolle di Tropea, la pizza bianca zucca e salsiccia..
Ma soprattutto, un classico che, con mille varianti, ripropongo quasi settimanalmente. Perchè sana, veloce, leggera e soprattutto buonissima: la vellutata di zucca.
Qui vi presento la variante che al momento adoro di più: con gli amaretti.

Vellutata di zucca e amaretti

Vellutata di zucca e amaretti

Ingredienti (per circa 4 persone):

Mezza zucca di medie dimensioni (circa 800 grammi)
1 dado vegetale
Acqua q.b.
1 cucchiaio di olio
1/2 bicchiere di latte
una decina di amaretti
sale
pepe

Pulire la zucca e tagliarla a dadini.
Mettere i dadini di zucca in una pentola e coprire con acqua. Aggiungere l’olio, il dado vegetale e portare ad ebollizione. Fare cuocere fino a quando la zucca inizierà a sfaldarsi.
Frullare quindi il composto con un frullatore a immersione fino ad ottenere una crema omogenea. Se la crema risultasse troppo densa è possibile aggiungere ulteriore acqua. Se invece risultasse troppo liquida è sufficiente fare bollire ancora un po’ fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Aggiungere quindi il latte e 5 o 6 amaretti precedentemente sbriciolati. Mescolare.
Salare e pepare a piacere.

Servire calda o tiepida spolverando ciascuna porzione con un amaretto sbriciolato.

Ed ecco il trucco per evitare il macete (o per evitare di chiedere aiuto all’uomo di casa per sbucciare la zucca..) 🙂 :
tagliare la zucca in quattro o cinque grossi pezzi senza sbucciarla. Cuocere quindi con il cestello a vapore nella pentola a pressione con un bicchiere di acqua per circa 8 minuti dal fischio della pentola.
La zucca risulterà quindi morbida e si separerà facilmente dalla buccia 🙂
A questo punto sarà sufficiente porre la zucca in una pentola, coprire con l’acqua, aggiungere l’olio, il dado e frullare senza dover cuocere ulteriormente il tutto. Unire quindi il latte, gli amaretti, salare e pepare a piacere prima di servire spolverando con gli amaretti sbriciolati.

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Farro invernale

Tortino di spinaci e farro

E’ ufficiale: l’invero – quello vero – stavolta è arrivato e dalla scorsa settimana siamo alle prese con la preparazione del letargo ufficiale.

Ovvero: litri di tisane serali, mega trapunta per la notte di noi umani e attrezzatura praticamente da sci per le piante del balcone.

Oltre a questo le domeniche si sono fatte leggermente più pigre, di quelle che la sera esci a cena e, con il naso istantaneamente congelato, ti rendi conto di non avere ancora messo piede fuori da casa (cosa per me rarissima, sintomo quasi sicuro di influenza o depressione incipiente).

A parte la stranezza, queste domeniche inspiegabilmente casalinghe sono state fonte di un sacco di esperimenti culinari e ancora più rischiosi tentativi fotografici.

I vincitori, ovviamente, sono pochissimi. Ma alcune ricette si sono salvate e hanno superato l’esame.

Tra una torta sgonfiatissima e un pesce rimasto crudo dopo ore di pentola a pressione, questi tortini di farro, inspiegabilmente, ce l’hanno fatta!

Se anche voi vi chiedete cosa fare in pieno inverno di un sacchettino di farro perlato sopravvissuto in dispensa e non avete voglia di un’insalatona gelata a dicembre, questa ricetta fa decisamente per voi.

Tortini di spinaci e farro

Tortino farro spinaci

Ingredienti per circa 6-7 tortini:
500 gr di spinaci freschi
200 gr di farro
50 gr di parmigiano
2 uova
olio
sale e pepe

Lavare gli spinaci e sbollentarli in acqua bollente per circa 2 minuti. Bollire separatamente in acqua salata anche il farro per circa 20 minuti e scolare.
Tagliare a pezzetti gli spinaci e mescolarsi insieme al farro in una ciotola. Aggiungere le due uova, il parmigiano e un filo di olio. Salare e pepare.
Amalgamare bene il tutto e versare il composto negli stampini (quelli da cupcake o muffin vanno benissimo) dopo averli imburrati e impanati.

Forno: 180°
Tempo: 10 minuti

Sfornare e servire con un filo di olio oppure, come ho fatto io, su una cialda di parmigiano croccante 🙂

Se volete rendere la ricetta più ricca potete aggiungere al composto una mozzarella a cubetti.

Regola numero 2: non solo dolci

Non sia mai che qualcuno pensi che sono golosa o che dedico il 95% del mio tempo in cucina a sperimentare ricette di dolci.. Niente di più falso!!!
Al massimo è l’80%… forse l’85% del tempo… ok facciamo cifra tonda e diciamo il 90%.
Ma ogni tanto, giuro, a casa nostra si mangia anche qualcosa di salato!

Ecco allora una preparazione salata, forse per qualcuno non proprio digeribilissima (peccato, mi spiace tantissimo.. per voi) ma assolutamente strepitosa! 
E soprattutto semplice.

Così semplice che l’ho fatta qualche tempo fa, con dosi assolutamente ad occhio, e per la prima volta sarò costretta a scrivere una ricetta senza indicare per filo e per segno le dosi degli ingredienti. 
Lo so, è una cosa ignobile per cui un qualsiasi blog dovrebbe a mio avviso essere radiato dal panorana Internet.
Prometto che non lo faro’ mai più!
Ma per questa volta, purtroppo, va così..


Peperoni imbottiti con uva sultanina, capperi e acciughe

 

Ingredienti:
6 piccoli peperoni
Nel mio caso erano dei peperoni piccoli e un po’ schiacciati scovati al mercato (da GialloZafferano deduco potrebbe essere la varietà di “peperone pomodoro” o Topepo?).
Ammetto che anche la ricetta, non sapendo minimamente come cucinarli ma trovandoli molto invitanti, mi è stata spiegata dalla signora del banco del mercato..
In alternativa possono comunque essere tranquillamente sostituiti con 3 peperoni classici  divisi a metà
4 filetti di acciughe
1 cucchiaio di capperi
40 gr di uva sultanina
100 gr di olive snocciolate e tritate
200 gr di pangrattato
olio extravergine di oliva
prezzemolo

Fare ammorbidire l’uva sultanina in acqua tiepida.
Nel frattempo lavare i peperoni e svuotarli privandoli del torsolo e dei semi interni.

Tagliare a pezzettini i filetti di acciughe e versarli in una terrina insieme al pangrattato e a 4 cucchiai di olio.
Unire l’uva sultanina, sgocciolata e strizzata, le olive e i capperi.
Aggiungere il prezzemolo e condire con sale e pepe.
Amalgamare il composto aggiungendo olio nel caso risultasse troppo asciutto.

Riempire quindi i peperoni con l’impasto servendosi di un cucchiaino.

Ungere una teglia con un filo di olio e adagiarvi i peperoni.
Versare ancora dell’olio a filo sui peperoni prima di infornare.

Forno: 180 gradi
Tempo: 40 minuti

Questo piatto si presta ad essere servito sia caldo che freddo.